Migliorare il putt - una tesi ci spiega come
Mercoledì 12 Gennaio 2011 12:09
DIRITTI IN BUCA GRAZIE AD UNA TESIarticolo di Ely Galante
Presso la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università Statale di Milano è stata svolta una tesi interessante dal Professionista e Docente Alberto Ballarin e la sua laureanda Cristina Scozia, riguardo l’allenamento per migliorare il gioco corto ed in particolare il putt.
Differenti studi scientifici confermano infatti che oltre il 45% della durata complessiva di un match di Golf avviene sul green; data dunque l’estrema importanza del “gioco corto” ai fini del risultato di una competizione golfistica, lo studio effettuato ha voluto ricercare un programma di allenamento prontamente rivolto a migliorare il “putting stroke”, utilizzando attrezzature già conosciute e consolidate nel settore, impiegandole però come strumenti scientifici di valutazione dell’attività svolta.
Per progettare un training appropriato, capace di migliorare sensibilmente la manualità e il controllo del putt è stato condotto uno studio per comprendere l’esistenza di una possibile correlazione tra la mano di gioco (destra o sinistra dominante) e la prestazione ottenuta col putt. L’idea è nata dall’osservazione di alcuni giocatori professionisti che in particolari situazioni preferiscono cambiare mano per eseguire colpi più efficaci.
Inoltre, dare la possibilità a chi si affaccia per la prima volta al mondo del Golf di scegliere con quale mano impugnare la mazza, senza dover necessariamente assumere una postura destrorsa, potrebbe portare a nuovi sviluppi in questa disciplina e a ciò che intorno ad essa ruota.
ALCUNI RISULTATI DELLO STUDIO
A seguito della valutazione e dell’analisi dell’influenza della mano di gioco sul putting stroke, e successivamente al training messo a punto per migliorare tale fase di gioco, lo studio ha portato alle seguenti considerazioni:
- La sperimentazione iniziale ha mostrato una forte importanza della preparazione atletica;
- Non si sono riscontrate differenze prestative tra i soggetti mancini e destrorsi;
- L’allenamento creato dove i giocatori hanno alternato l’uso delle due mani si è mostrato efficace nell’aumentare la ripetibilità del gesto tecnico e nel migliorare la tecnica complessiva di gioco.
In un futuro si sta già pensando di riproporre, con la stessa modalità esecutiva, un percorso didattico che si snodi sull’intera durata di un corso Golf, rafforzando quindi l’effetto che i supporti all’allenamento hanno su chi li adopera. Il Prof Ballarin, titolare del corso di golf attivato presso l’Università, avrà sicuramente la possibilità di approfondire lo studio con una delle prossime laureande che si cimenteranno in una tesi sul golf e noi vi terremo informati sugli esiti delle nuove sperimentazioni.











